REPORT: Erasmus + / Youth Exchange program: “Hand in Hand – Refugees welcome” BERLINO 11-20/03/2016

BERLINO 11-20/03/2016
A cura di Fabio Corà (Group leader)

Lo scambio “Hand in Hand – Refugees welcome” è un progetto finanziato dal programma europeo “Erasmus Plus per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport 2014-2020– Azione Chiave 1 – Scambi di Giovani” finalizzato all’incontro e al confronto fra giovani europei provenienti da diversi paesi dell’Unione Europea su questioni politiche e sociali di estrema attualità e di rilevanza fondamentale per l’identità europea, qual è l’accoglienza che i richiedenti asilo (o di qualsivoglia altra protezione) meritano da parte delle Popolazioni e Stati europei.

Vi hanno partecipato 6 gruppi nazionali provenienti da Estonia, Grecia, Italia, Ungheria, Rep. Ceca, Regno Unito di GB. Ciascun gruppo si è composto di 6 partecipanti, a cui si è aggiunto nel ruolo di coordinamento B-Free, associazione tedesca di recente fondazione, molto attiva nell’organizzazione e partecipazione a scambi europei. Gli altri partner del progetto sono stati l’InformaGiovani 8+ per l’Italia e le organizzazioni giovanili Seiklejate Vennaskond per l’Estonia, Tmelník O.S. per la Repubblica Ceca, Green Spirit per la Grecia, Kulturális Kapcsolatokért Alapítvány per Ungheria e SLYNCS per il Regno Unito.

Le modalità con le quali i partecipanti si sono misurati con il tema dei rifugiati riflettono alcuni tratti propri dei programmi di YE, da un lato, delle peculiarità individuali dei partecipanti, dall’altro:

– Come in ogni altro YE, sono state privilegiate forme di educazione non-formale caratterizzate da una marcata attenuazione dei ruoli didattici convenzionali (insegnante/allievo), dal ruolo attivo e non passivo assegnato al partecipante, dallo spazio lasciato all’individualità nell’esperienza di apprendimento e dal valore della pluralità di punti di vista;

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– Il confronto con la tematiche attorno ai rifugiati si è svolto tenendo sempre presenti alcuni punti fermi:
da un lato l’enfasi sui valori dell’europeismo, quali una società aperta e diritti per tutti; dall’altro l’incorporazione di questi valori nell’identità dei giovani europei e la loro espressione attraverso i mezzi propri della cultura giovanile.
Tutto ciò si è concretato nella realizzazione di alcuni workshop fra i quali i partecipanti hanno potuto scegliere. Tali workshop hanno avuto come obiettivo l’introduzione e l’affinamento delle competenze necessarie per la realizzazione di specifiche attività di advocacy. Queste attività di advocacy, se da un lato rappresentano efficaci metodi per far sentire la propria voce nello spazio pubblico, dall’altro danno ampio spazio alla creatività attraverso i mezzi espressivi della cultura giovanile.

Tutti gli workshop sono stati accumunati dall’obiettivo di produrre un risultato che potesse sensibilizzare sulla situazione dei rifugiati e hanno consentito un’ampia espressione individuale, limitando il ruolo dei workshop leader a quello di supervisore che suggerisse le modalità, le forme, e passi concreti per la realizzazione di ciascun progetto, senza tuttavia imporne i contenuti.
I seguenti workshop sono stati realizzati:
1) street art; ha fornito dapprima ai partecipanti alcune indicazioni di base sulla realizzazione di opere rientranti nel concetto di street art, e che infine si è concretizzato nella realizzazione di un murales;

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2) street music; avente come obiettivo la realizzazione di una performance musicale di strada con strumenti musicali improvvisati volta a sensibilizzare sulla situazione dei rifugiati;

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3) laboratorio di fotografia: ha cercato di insegnare quali sono gli elementi che rendono una fotografia capace di trasmettere messaggi immediati;
4) video workshop: ha percorso tutte le fasi realizzative di un breve video, giungendo passo dopo passo alla realizzazione di un breve documentario/collage intorno alla situazione dei rifugiati in Germania
5) newspaper workshop: ha fornito ai partecipanti alcune indicazioni di base sulla realizzazione di alcuni pezzi giornalistici di interesse (intervista, profilo) e si è concretato nella realizzazione di un blog di sensibilizzazione sulla situazione dei rifugiati.

– A complemento delle attività di educazione non-formale e dell’affinamento di competenze utili ad esprimere il proprio impegno civico e sociale, alcune esperienze dirette sul territorio hanno costituito parte integrante del bagaglio accumulato da ciascun partecipante, andando a rinsaldare il suo know how in materia di rifugiati.
In particolare:
a) è stato visitato il Museo dei rifugiati di Marienfelde a Berlino, un bel tentativo di preservare e promuovere la memoria intorno alle vicende del flusso di fuggitivi dalla Repubblica democratica tedesca verso la Repubblica Federale, all’epoca dell’esistenza di due stati tedeschi separati e rivali, in un luogo che ha avuto un ruolo importante nella loro prima accoglienza.

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b) È stata effettuata una visita guidata al Bundestag, l’assemblea parlamentare della Repubblica federale di Germania, e alla sua cupola, dalla cui sommità sono visibili i numerosi luoghi simbolo di una città che come nessun’altra è stata al centro della storia europea e mondiale, non che dei monumenti simbolo della cultura politica tedesca del secondo dopo guerra.
A latere della visita del Bundestag, secondo programma, un deputato del Bundestag si è reso disponibile ad incontrare il variegato gruppo di “HiH – Welcome refugees” per una breve sessione di Q&A dedicata alla situazione dei rifugiati. La discussione, sebbene svoltasi in un clima di generale cortesia, è stata tutt’altro che formale, con domande elaborate, problematiche e di notevole spessore.

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c) la visita di un campo profughi, che pure era prevista dall’infopack delle YE è stata cancellata purtroppo a causa del rifiuto dei responsabili del campo. Tuttavia, a testimonianza della serietà dell’impegno e della determinazione dei partecipanti di conoscere da vicino la situazione dei rifugiati in Germania, alcuni di loro hanno preso l’iniziativa a due mani. Ottenuto l’avvallo di B-Free, associazione di coordinamento dello YE, alcuni partecipanti hanno concordato la visita per gruppi più ristretti di alcune strutture deputate all’accoglienza di rifugiati.

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La varietà delle esperienze che i partecipanti portano con sé ha costituito un importante asset dello YE.
Alcune partecipanti provenienti da Stati maggiormente interessati dai flussi di richiedenti asilo (Grecia, Italia) hanno portato testimonianze dirette di impegno civico e di situazioni particolarmente critiche (Tessalonniki, Eidomeni).
Altrettanto, degna di nota e da elogiare è stata la disponibilità di una partecipante di raccontare la sua esperienza passata da rifugiata, regalandoci un’occasione straordinaria di meglio comprendere analogie e differenze rispetto al passato recente.
Vale la pena menzionare che alcune delle partecipanti italiane si sono distinte per il loro expertise in materia diritti umani, contribuendo a fare chiarezza sulla situazione giuridica dei richiedenti asilo in una sessione non prevista dal programma ma molto apprezzata da partecipanti e organizzatori.
Di altrettanto grande interesse è stato il reportage fotografico del viaggio a piedi compiuto da un partecipante insieme ai richiedenti asilo in Ungheria per giungere al confine con l’Austria
Infine, le partecipanti italiane hanno insistito sulla carattere di ponte che l’Italia assume nei flussi migratori. Accanto a ciò, sono state evidenziate modelli di successo di impegno sociale, accoglienza e integrazione dei migranti (per esempio, Riace).

– Numerose occasioni formali (quali international evening, international cooking) e informali di scambio culturale che hanno punteggiato il soggiorno a Berlino. Vale la pena ricordare, la disponibilità di uno dei partecipanti di fede musulmana a soddisfare la grande curiosità dei presenti spiegando pratiche religiose, precetti, idee attorno le quali si incardina l’Islam.
Lo YE è stato un momento importante di diplomazia culturale, con il quale fare conoscere ad altri giovani europei cultura e opinioni di giovani italiani, così come nel contempo è stata un’occasione per i/le partecipanti italiani/e di conoscere altri cittadini europei e la loro cultura.

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– Ovviamente lo YE è anche un’occasione di conoscere direttamente un importante e dinamico pezzo di Germania, così come di divertirsi, stringere amicizie con altri giovani europei.

– Le partecipanti italiane con il loro buonumore, voglia di scherzare e divertirsi, con musica, balli, giochi e aneddoti hanno fortemente contribuito alla creazione di un clima di reciproca apertura e fruttuoso scambio.

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C’è stato tempo per fare tutto ciò e nel contempo avere momenti di apprendimento e di affinamento di numerose competenze, da quelle culturali a quelle comunicative, a quelle artistiche e mediatiche, a quelle civiche.

– Infine, i partecipanti, giovani e meno giovani, hanno vissuto alcuni giorni di vita collettiva con l’assunzione di responsabilità e il rispetto di regole necessarie per la vita collettiva. Accanto a momenti di difficoltà, imprevisti, incomprensioni, i partecipanti hanno imparato a collaborare in modo costruttivo per un’armonica convivenza.
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